Il Restauro del Campanile di San Giacometo

Il Restauro del Campanile di San Giacometo

IL RESTAURO DEL CAMPANILE DI SAN GIACOMETO

La costruzione della chiesa di San Giacomo (vulgo San Giacometo) a Rialto viene fatta risalire al secolo VI e da documentazione viene consacrata ad opera del Papa Alessandro III venuto a Venezia per la firma del trattato di pace con l’imperatore Federico Barbarossa nell’anno 1177.

A seguito del grande incendio di Rialto nell’anno 1514, il campanile ormai pericolante veniva demolito e si procedeva con la realizzazione del campanile a vela tuttora presente sulla sommità della chiesa stessa.

Si tratta di una costruzione in pietra d’Istria con pilastri e timpani e una cupola alla sommità dove è posta una statua in bronzo raffigurante San Giacomo. La statua che si vede attualmente non è quella originale – rimossa nel 1976 perché particolarmente danneggiata e attualmente conservata nei locali della Arciconfratemita di San Cristoforo e della Misericordia – ma una nuova statua realizzata sempre in bronzo dallo scultore veneziano Romano Vio e collocata nel 1981.

Nel 2018, a seguito di un sopraluogo, si constatò che la struttura in pietra d’Istria presentava gravi dissesti con rischio di caduta dei materiali, quindi si decise, in attesa di un intervento di restauro, di fermare le campane per evitare oscillazioni pericolose.

Recuperare i fondi per l’intervento non è stato semplice ed il cantiere ha preso avvio solo alla fine del 2021.

Dopo aver preso visione della situazione, anche grazie all’impalcato che consentiva di esaminare da vicino il manufatto, è stato elaborato il progetto di restauro. In accordo con la Soprintendenza, si è deciso di non smontare tutto il campanile a vela ma solamente le parti danneggiate e pericolanti.

Quindi sono state svincolate e poste a terra, nel cantiere appositamente predisposto, la statua, la cupola in legno, le campane, i timpani ed i vari conci in pietra. È stata svincolata anche la cintura ottocentesca in ferro realizzata a suo tempo quale consolidamento della struttura in pietra del manufatto.

Nel cantiere si è poi proceduto con la rimozione delle vecchie malte, delle incrostazioni carbonio-se, dei vecchi arpesi in ferro ormai totalmente ossidati e sostituiti con nuovi elementi in acciaio inox. Sono stati incollati gli elementi fratturati, ricostruite le lacune mediante tassellature e ricomposti gli elementi stessi.

Una volta portato a termine il lavoro di restauro, tutti i vari elementi sono stati riportati sulla sommità della chiesa e il campanile è stato ricomposto.

Anche la cintura ottocentesca in ferro, restaurata, è stata riposizionata perfettamente nella sua posizione originale.

La struttura portante delle campane è stata sostituita con una nuova incastellatura ammortizzata fissata alla base del campanile e con un sistema innovativo di movimentazione che imita quello delle antiche funi senza dare eccessive sollecitazioni alla struttura stessa.

Nel maggio del 2022 il campanile era completamente restaurato e le campane, dopo quattro anni di pausa, hanno ricominciato a suonare.

Va detto che ogni restauro comunque ha una storia a sé, perché anche se apparentemente sembra che si tratti di lavori di routine, ogni lavorazione ha delle sue problematiche specifiche, richiede attenzione e valutazione sulle metodologie da applicare di volta in volta.

Dopo il restauro del campanile di San Giacometo ad esempio, “Cincotto Adriano Restauro Con-servativo” si è occupato del restauro dell’altare dei Santi in Chiesa San Martino a Murano. Negli anni si era verificato uno slittamento dalla parte sinistra dell’arco esterno con evidenti cedimenti macroscopici, che hanno trascinato nella roto-traslazione anche la parte destra dell’altare. I tecnici hanno proceduto all’accurato smontaggio dei vari elementi, per poter verificare le problematiche delle fondazioni, che hanno messo in luce un totale dissesto e disgregazione del materiale esistente.

Eseguito il ripristino delle fondazioni, sono stati ricollocati i vari elementi, dopo una accurata pulitura di tutta la superficie lapidea dell’altare e il restauro della pavimentazione antistante.

Un altro successivo intervento particolare ha riguardato l’altare della Beata Vergine nella Chiesa di San Marziale a Venezia. Il paliotto e parte delle sculture adiacenti erano visibilmente deteriorate a causa della risalita dei sali (la chiesa è in fregio al canale della Misericordia). L’intervento ha reso necessario lo smontaggio di parte dell’altare stesso e la desalinizzazione dei vari conci con realizzazione di apposite vasche ad immersione con acqua deionizzata e controllo con conduttimetro fino all’abbattimento dei sali presenti. Si è proceduto quindi alla ricollocazione dei vari elementi lapidei con pulitura accurata degli elementi non svincolati.