Ecologia dell’Immaginario

Ecologia dell'Immaginario

Dal 29 novembre al 20 ottobre la mostra “Ecologia dell’immaginario” di
Silvia Stocchetto prenderà forma negli spazi di M.A.C. Lab, Multimedial
Laboratory Art Conservation. In questo momento storico in cui
l’antropocentrismo nelle sue forma più esasperate sta distruggendo
l’ambiente che ci ospita, l’arte racconta ampiamente e in modi diversi il
rapporto con la natura. Come scrive il curatore Stefano Cecchetto, Silvia
Stocchetto invita lo spettatore a immergersi in un percorso originale: <<
Attraverso un personale linguaggio pittorico, le indulgenti metafore di un
universo visivo, mitologico e classicheggiante che induce, tra scienza,
natura e biologia, alla rivelazione di un mondo visibile e invisibile nello
stesso tempo>>.

L’artista, vincitrice del Premio Mestre di Pittura nel 2024, la cui opera
figura tra le recenti acquisizioni della collezione permanente del Museo
Ca’ Pesaro, sviluppa una poetica che nasce dall’incontro tra prospettiva
analitica e sguardo onirico

L’artista, infatti vanta una formazione in Scienze Biologiche, arricchita da
un dottorato in Biochimica e Biofisica che condiziona fortemente il suo
sguardo.

La natura, ibridata da una visione immaginifica, diviene oggetto
privilegiato delle sue opere e luogo di sperimentazione ed evoluzione
dell’universo pittorico di Stocchetto.

Ad aprire il percorso espositivo, Gru coronata (2016), è un’opera in cui
viene definita una grammatica visuale che diverrà tratto distintivo della
sua produzione. Natura e figure animali si stagliano su un panorama che
suggerisce un aspetto fantastico.

A seguire Evolution 2 (2018) definisce la fase che anticipa la comparsa
degli Idoli, il paesaggio è caotico, vivo, vibrante, come la lussureggiante
vegetazione che contrasta per vividezza gli ocra dello sfondo.

In Idolo (2018) prende piede una figurazione che è dominata da animali
ancestrali, che abitano fuori dal tempo, trascendendo la materia.

Austeri, occupano un ambiente dalla maggiore tensione astratta e dai
colori più saturati.

Infine, Idolo X (2021) in cui è evidente l’approdo verso una matrice
surrealista e i confini tra umano e animale si fanno labili in un
antropomorfismo enigmatico che trova soluzione nell’ibridazione dei
corpi congiunti a strumenti musicali, oggetti artificiali e inserti naturali.
Continua Stefano Cecchetto “In questo procedere, l’artista rompe gli
schemi predefiniti della composizione, sia sul piano iconografico che su
quello stilistico. Le immagini dei suoi Idoli, diversamente dal surrealismo
onirico e visionario di Max Ernst, rintracciano le ambientazioni di un
classicismo ‘botanico’ che sembra provenire dal mondo parallelo
dell’infanzia, per un incrocio tra vita remota e vita presente.”

Silvia Stocchetto nasce nel 1969 a Venezia. Dopo una carriera scientifica
(laurea in Scienze Biologiche, dottorato in Biochimica e Biofisica, periodo
di ricerca all’Università), nel 2008 si diploma al Liceo Artistico serale e nel
2013 si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Durante i
suoi studi artistici trae particolare stimolo dall’insegnamento di pittura del
prof. Carlo Maschietto.

Dal 2014 partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. In
particolare, si ricordano le mostre dei finalisti del Premio Mestre di Pittura
di 4 edizioni, con la vincita del Premio Menzione Speciale nel 2018 e del
primo premio nel 2024, con conseguente acquisizione dell’opera premiata
da parte della Galleria Internazionale d’Arte moderna Ca’ Pesaro.